“Viviamo notti prolungate di giorni incattiviti dalle follie umane. Guerre che prolificano ovunque. Macerie. Violenza. Morte. Tradimenti. Rinnegamenti. Corruzione. Terrore, paura angoscia. Come non ricordare i sepolcri che contengono i corpi esangui di tanti giovani, bambini e bambine che sono stati uccisi ultimamente a Palermo, a Messina, a Gaza, in Ucraina, in Congo, Sudan, Myanmar? E l’immenso sepolcro che è diventato il Mediterraneo?”. Così l’arcivescovo di Palermo monsignor Corrado Lorefice questa sera in cattedrale nell’omelia per la Pasqua di risurrezione. Lorefice si è soffermato sulle “donne hanno continuato a vegliare durante tutta la notte. Hanno attraversato il buio vegliando. La loro notte, come le notti del mondo, la loro veglia come le veglie dell’umanità. Veglie che si prolungano nei tempi, veglie di donne e di uomini che cercano, che soffrono, che lottano, che amano. La notte e la veglia di questo nostro tempo; la nostra notte, la nostra veglia. La notte dei corpi che annegano nel Mediterraneo o di quelli stramazzati a terra nelle movide violente e di ‘sballo’ dei nostri centri storici. La notte dei corpi disseminati nelle strade delle città bombardate del Medioriente o dell’Ucraina”. E ancora “la notte sempre più buia delle connivenze e delle corruzioni che si consumano nei palazzi del potere”. (ANSA)
di Redazione 3
Dom, 05/04/2026 - 08:59

